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Il Concerto - dalle origini al Novecento

Libro in formato B5 di 170 pagine

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EM1901

Viagrande, Riccardo

9788860534354

€20,00

Indice

1. Il termine concerto

2. Il Seicento

  • Introduzione
  • La scuola bolognese e Giuseppe Torelli
  • I concerti di Arcangelo Corelli

3. Il Settecento

  • Il concerto a Venezia
  • Antonio Vivaldi
  • Compositori postvivaldiani

4. Il concerto in Germania

  • La diffusione del concerto in Germania
  • Georg Friedrich Händel
  • Johann Sebastian Bach

5. Il concerto preclassico

  • Introduzione
  • I maggiori esponenti dello stile galante
  • Lo stile galante in Italia

6. Il Classicismo

  • Introduzione
  • Franze Joseph Haydn
  • Wolfgang Amadeus Mozart
  • Concerti per pianoforte e orchestra
  • I Concerti per violino e orchestra
  • Gli altri concerti e le sinfonie concertanti

7. La produzione concertistica di Ludwig van Beethoven

8. Il concerto nella prima metà dell’Ottocento

  • Dai lavori in stile Biedermeir al Romanticismo
  • L’apogeo del Biedermeir. I due concerti per pianoforte e orchestra di Chopin
  • Felix Mendelssohn e il superamento dello stile Biedermeir
  • Sulla scia di Mendelssohn. Il concerto da Schumann a Liszt

9. Il concerto nella seconda metà dell’Ottocento

  • Alcuni sviluppi formali
  • Le sinfonie con strumento solista di Johannes Brahms
  • Il personalissimo linguaggio concertistico di Saint-Saëns
  • La separazione tra compositore ed esecutore: dal Concerto di Grieg ai contributi dell’Est Europeo
  • Il concerto in Italia nella seconda metà dell’Ottocento

10. Il concerto nel Novecento e negli ultimi anni

  • Le forme del concerto nel Novecento tra tradizione e innovazione
  • La forma del concerto e la nuova grammatica musicale della Scuola di Vienna
  • Il neoclassicismo di Stravinskij
  • I Compositori-interpreti nel Novecento
  • Il concerto in Inghilterra da Elgar a Britten
  • Il concerto in Italia
  • La musica concertante di Paul Hindemith

Bibliografia

Indice dei nomi

 

Prefazione

Nel Cinquecento, mentre la musica strumentale si stava progressivamente e a fatica affrancando da quella vocale, creando forme nuove e ritagliandosi un nuovo spazio tutto per sé, incominciarono a delinearsi i primi rudimentali principi formali che avrebbero costituito il Concerto solistico, la cui storia, alquanto complessa e affascinante, va dalle prime attestazioni del termine, attribuito nella trattatistica Cinquecentesca ad una forma non ben definita, fino ai grandi capolavori della produzione otto-novecentesca. Il termine «concerto», diventato nell’immaginario collettivo moderno sinonimo di una composizione in cui pianisti, violinisti, violoncellisti, e altri strumentisti, novelli sacerdoti del virtuosismo musicale, possono mettere in evidenza le loro doti tecniche, originariamente aveva un altro significato che, nel corso dei secoli, è mutato ed è stato utilizzato per identificare due grandi strutture formali, quella del concerto grosso, prevalsa durante il Barocco, e quella del concerto solistico, affermatasi nel periodo classicoromantico e coltivata con grandi e importanti innovazioni formali anche nel Novecento.

Scopo principale di questo breve saggio è quello di tracciare la storia del concerto partendo dalle sue origini fino agli importanti lavori novecenteschi cercando di porre l’attenzione sugli sviluppi formali e strutturali che hanno coinvolto questo genere musicale. A tale fine è stato necessario introdurre degli esempi musicali capaci di chiarire gli aspetti tecnici, anche se questo breve saggio ha lo scopo di far conoscere tale forma ad un pubblico non specialistico di appassionati che frequentano i teatri e le sale da concerto, desiderosi di avere informazioni sulla composizione che stanno per ascoltare. A tale fine sono state aggiunte anche notizie sulla genesi delle singole opere trattate in modo da ricostruire i fatti immediatamente precedenti la loro composizione.

Questo saggio, infine, non è un lavoro di carattere esaustivo, dal momento che è impossibile parlare di tutta la produzione concertistica composta nell’arco di cinque secoli, ma cerca di tracciarne la storia attraverso i suoi

capolavori, che, senza dubbio, sono rappresentativi di questo genere in una determinata epoca, dalla cui cultura risultano influenzati. Proprio per questo motivo si è cercato di mettere in relazione la cultura di una determinata epoca con l’evoluzione di questa forma alla quale ogni compositore ha dato il suo contributo originale, ma perfettamente inquadrato nell’ambiente musicale nel quale è vissuto e ha operato.

 

Riccardo Viagrande