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La didattica chitarristica tra ottocento e novecento

Dal mitico "Carulli" al metodo strutturale.

Libro in formato B5 di 40 pagine.

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EM1871

Storti, Mauro

9788860534125

€9,00

Come osserva saggiamente Arnaud Dumond: “Lo scoglio principale della pedagogia risiede senza dubbio nella difficoltà di far passare le eccezioni prima delle regole, nel formare delle mani in vista di prodezze rare o di posizioni particolari quando ancora le basi di una pratica stabile e agevole non sono assicurate”. Occorre dunque trovare una metodologia che ovviando alla mancanza di un valido repertorio contemporaneo di grado elementare, consenta allo studente di prendere dimestichezza, fin dai primi passi, con i fondamentali element formativi di una tecnica di grado superiore.

La lettura del breve riassunto storico qui presentato vuol essere utile al fine di una migliore conoscenza delle importanti mutazioni tecnico-artistiche avvenute fra i secoli XIX e XX nella didattica chitarristica, e illustrare le lineeguida di un nuovo e moderno “Metodo analitico-strutturale”.

 

Indice

PREFAZIONE

PARTE PRIMA

- Fermenti e tormenti del mondo chitarristico italiano nella prima metà del Novecento

- La nuova aurora - Mario Giordano (La chitarra, Anno I n.4 e 5 - 1934)

- Contro il “Chiaro di luna” chitarristico - Rezio Buscaroli (La chitarra, Anno III n.11 – 1936)

- L’anonimo abbonato (La chitarra, Anno III n.12 –1936)

- A proposito del “Chiaro di luna” Giovanni Murtula (La chitarra, Anno IV n.1 – 1937)

- Cronaca della II Giornata Chitarristica Italiana (La chitarra, Anno I n.6 – Giugno 1934)

- Bando di Concorso (La chitarra, Anno I n.11 – 1934)

PARTE SECONDA

- Osservazioni sulla metodologia del primo Ottocento

- Torres, Regondi, Tárrega.

- La cronologia

- Il linguaggio

- Sintomi di rinnovamento

- La Scuola di Tárrega

- Il Metodo di Pujol

- Andrés Segovia

PARTE TERZA

- Il nuovo progetto metodologico

- L’analisi strutturale

- L’analisi funzionale

- L’apparato modulare

- Il repertorio didattico

- Utilità e vantaggi del metodo analitico-strutturale

APPENDICE

- Appunti sul menu metodologico

 

Mauro Storti intraprende all'età di 14 anni lo studio della chitarra. Nel 1964 segue un corso di perfezionamento con Alirio Diaz e l'anno successivo si perfeziona sotto la guida di Andrés Segovia. Nel 1966 inizia l'attività concertistica come solista esibendosi in Italia, Austria, Francia, Belgio, Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia e Nordafrica. Svolge nel contempo attività didattica presso diverse Istituzioni musicali.

E' autore di oltre 70 pubblicazioni, alcune delle quali largamente diffuse anche all'estero, consistenti per la maggior parte in metodi, studi ed esercizi originali di grado elementare ed avanzato.