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Chamber Music for Clarinet

Musiche di GLINKA, MENDELSSHON, BURGMÜLLER, SCHUMANN, POULENC

Gianluca Campagnolo: Clarinetto
Antonino Cicero: Fagotto
Giovanni Caggia: Clarinetto
Francesco Scrofani Cancellieri: Pianoforte

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860.202

8014270862024

€13,11

Il Trio Patetico in re minore per Clarinetto, Fagotto e Pianoforte è una composizione giovanile di Mikhail GLINKA (1804 - 1857), scritta con ogni probabilità nel corso del 1832. L’aggettivo patetico è abbastanza inspiegabile e appare giustificato soltanto dall’espressivo terzo movimento - di certo la pagina più convincente - percorso da un’intensa invenzione lirica ispirata con molta evidenza allo stile belcantistico. Il Trio patetico, una delle poche composizioni scritte per questa formazione, si adatta benissimo alle qualità liriche del bel canto del clarinetto e alle sfumature timbriche del fagotto, mettendo in luce nello stesso tempo la tecnica virtuosistica del pianoforte.Il Koncertstucke N. 2 Op. 114 per Clarinetto e Corno di Bassetto con accompagnamento sia di Pianoforte che di Orchestra, fu composto nel 1832 da Felix MENDELSSHON Bartholdy (1809 - 1847) per Heinrich Joseph Baermann - senza dubbio il miglior clarinettista del suo tempo, che teneva concerti in tutta Europa insieme al figlio Karl - al quale era legato da cordiale amicizia.Il celebre Duo in Mib maggiore Op. 15 per Clarinetto e Pianoforte di Norbert BURGMÜLLER (1810 - 1836), composto nel 1834, costituisce uno dei capisaldi del repertorio del clarinetto romantico. L’intero pezzo, includendo spunti melodici e armonici che ricordano sia Schubert che Chopin, trabocca di lirismo e brillantezza tecnica. Il clarinetto con il suo timbro opaco attribuisce alla composizione una connotazione espressiva contemplativa e malinconica soprattutto nel movimento lento, caratterizzando con un’inflessione bucolica sia il movimento introduttivo che quello finale.Dono di Natale per Clara alla fine del 1849, anno importante per Robert SCHUMANN (1810 - 1856), le 3 Romanze Op. 94 per Clarinetto e Pianoforte rendono compiutamente l’idea della Romanza, composizione che non aspira ad una forma forte e grande. Essenziali le indicazioni per i tre movimenti: Nicht schnell (Non veloce) per il primo e il terzo, Einfach, innig (Semplice, intimo) per il secondo.È l’intensità del dialogo tra i due solisti che costituisce l’unità dell’opera; un fitto, continuo lavorio di variazioni sommesse ma percepibili; gli intervalli, i rapporti tra le voci, i loro colori mutano all’interno delle frasi diatoniche ma non allentano la seduzione del racconto.Musicista elegante e raffinato, Francis Poulenc (1899 - 1963) si battè per il recupero delle forme classiche contro le mode del momento. I suoi lavori solo apparentemente facili e la colta sensibilità, ne fanno un compositore eclettico e singolare. Nonostante a meno di vent’anni fosse un compositore di talento riconosciuto, mantenne per tutta la vita una sorta di insicurezza che lo spinse a sottoporre spesso i suoi lavori al giudizio altrui.Benché scritta a soli diciannove anni (nel 1918), possiamo quasi considerare matura la Sonata per 2 Clarinetti in Sib e in La. Il secondo tempo è di una semplicità sconcertante seppure apparente; sembrerebbe infatti facilissimo da suonare, ma non è proprio così.