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Danze di folclore 7 + CD

11 danze della tradizione popolare con la spiegazione di passi e coreografie.

Libro in formato B5 di 24 pagine con CD


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EM1531CD

Groupe d'Expression Populaire

9788860532824

€11,50

 

Argentina, Bolivia, Danimarca, Italia, Messico, Polonia, Portogallo, Ucraina, Svezia

 

La danza nacque con l'uomo, che attraverso i movimenti ritmici e figurati di cui è costituita, potè esprimere i suoi sentimenti di gioia e di dolore, la forza fisica, la grazia, la cortesia.
Nelle società primitive, dove sacro e profano erano inscindibilmente uniti, è essenzialmente espressione di sentimenti, strumento di comunicazione tra gli uomini e con la divinità, per cui è improvvisazione di movimenti che maggiormente esprimono la carica emotiva di chi li
esegue.
Nei secoli precedenti al Cristianesimo si affievolisce il legame tra sacro e profano e, contemporaneamente si accentua il carattere profano della danza. Col giungere del Medio Evo e l'accentuarsi della distinzione tra le classi sociali la danza si differenziò nettamente in danza di corte (bassa danza) e danza popolare (alta danza) e, dalla primitiva improvvisazione si giunge alla ripetizione di schemi preordinati: passi, figure, posizioni.
Dal salone si passò alla scena e ai nobili dilettanti si sostituirono ballerini professionisti.
Ma nonostante il suo cammino storico, la danza possiede ancora oggi invariata la carica di immediatezza della comunicazione umana e proprio per questa genuinità di base, riteniamo che i bambini ne siano i migliori destinatari.
Nel bambino infatti ammiriamo: ìIa spontaneità, la capacità ricettiva...l'incessante sforzo di cogliere il mondo e tutte quelle doti che ci fanno ammirare ed amare i bambini. (E. Fromm: Il linguaggio dimenticato).
Nella lunga strada che il bambino percorre, il ritmo ha una importanza vitale; non ogni ritmo, infatti, gli si addice. Deve trattarsi di un ritmo umano, naturale, biologico e personale che forse solo nella danza e in particolare quella folcloristica, possiamo trovare.
La danza è anche movimento nello spazio e, perciò strumento di conoscenza del proprio schema corporeo, stimolo all'esercizio di posizioni che, nello scorrere della vita quotidiana, vengono purtroppo tralasciate e, al tempo stesso costruzione mentale di schemi spaziali e temporali.
» perciò evidente che uníutilizzazione oculata della danza può essere importante per un recupero psicomotorio.
Inoltre la danza è comunicazione con gli altri: ogni danza prevede fin dall'inizio un modo diverso di porsi nei confronti degli altri.
l'evolversi successivo della esecuzione prevede incontri, allontanamenti, intrecci e separazioni che favoriscono e mettono alla prova i rapporti personali: l'avvicinamento e l'allontanamento, il volgere il viso o le spalle, sottolineati dall'espressione facciale, arricchiscono i movimenti di
significati precisi.
Il cerchio è l'espressione dello stare insieme in un rapporto paritetico, il tenersi per mano è la figurazione di un incontro che ha stabilito un primo rapporto umano.
Insomma con una serie di gesti si esprime uníesperienza di socializzazione che le parole non saprebbero tradurre.
Tutti questi elementi si compongono in un grande gioco armonico.
I bambini devono vivere la danza come momento liberante, non come imposizione di uno schema preordinato e fisso che crea tensione e impedisce la comunicazione.
E gli adulti, insegnanti, animatori e genitori, cui è rivolta la presente collana, ci auguriamo sappiano utilizzare in modo graduale e armonico, il potenziale di valori e contenuti che la danza racchiude.

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