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5 Lieder

Per voce e chitarra.

Spartito in formato A4 di 36 pagine


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EM1805

Mozart, Wolfgang Amadeus

9788860533418

€11,54

 Trascrizione di Daniele Defranchis

 

Indice 

Note sulla trascrizione
ABENDEMPFINDUNG, K. 523
AN CHLOË, K. 524
DAS VEILCHEN, K. 476
DIE ZUFRIEDENHEIT, K. 349
KOMM, LIEBE ZITHER, K. 351

INTRODUZIONE
Nella Vienna della prima metà dell'Ottocento, la chitarra era uno strumento molto diffuso: concerti di  Giuliani o Matiegka erano eventi consueti e in ogni salotto che si rispettasse non poteva mancare una chitarra; amatori e dilettanti erano in gran numero e una continua richiesta di musica stampata riguardava metodi, composizioni originali e trascrizioni delle arie e dei brani più in voga. Molto diffusa  era  anche, allora come oggi, la pratica  di cantare accompagnandosi con lo strumento e i maggiori chitarristi-compositori del tempo dedicano un certo numero di opere alla voce (ariette italiane, Lieder, romanze, seguidillas) indicando un accompagnamento per pianoforte o chitarra e spesso solo per chitarra.
In  tale  contesto  s'inseriscono  i  numerosi  arrangiamenti  di  Lieder  tratti  dall'opera di Schubert, Mozart e Beethoven, per citare gli autori più celebri. Per avere un'idea del seguito che avessero tali edizioni, si pensi che alcuni Lieder di Schubert sembra siano  stati  pubblicati  nella  versione  con  chitarra  prima  ancora  di  quella  con  il pianoforte.
Di queste trascrizioni, alcune erano destinate a buoni strumentisti e probabilmente utilizzate in concerto dagli stessi elaboratori e cercavano di rendere al meglio, sulla chitarra, il senso del brano originale; altre erano chiaramente destinate ad un pubblico di dilettanti, che chiedeva solo di poter cantare l'aria famosa accompagnandosi con uno strumento, senza alcuna pretesa tecnica o interpretativa (concetto molto vicino a quello dei moderni canzonieri).
A  questo  secondo  gruppo  appartengono,  ad  esempio,  le  trascrizioni  di  Lieder mozartiani fatte da Wenzeslaus Matiegka. Il chitarrista e compositore boemo pubblica per Artaria una serie di tre Lieder mozartiani ("Abendempfindung", "Das Veilchen" e  "Vergiss mein nicht", quest'ultimo poi attribuito al compositore Lorenz Schneider),  in una versione che stravolge completamente la parte strumentale, evidentemente al fine di renderla di immediata lettura e facile esecuzione.
L' inadeguatezza musicale ed espressiva di questi brani, che li rende improponibili in un contesto concertistico (anche la parte di voce è trattata con poca cura), mette in luce, tuttavia, un dato interessante, ossia la comoda adattabilità di alcuni dei Lieder mozartiani alla chitarra.
Nell'opera per voce e pianoforte del Maestro salisburghese, lo strumento svolge per lo  più  una  funzione  di  "tappeto"  armonico  fatto  di  accordi  arpeggiati  o  spezzati, sostiene la voce con armonizzazioni e controcanti, interviene qua e là con qualche frase solistica introduttiva o di commento musicale, ma non gli è quasi mai richiesta una polifonia troppo complessa o una sonorità cosìpiena da risultare inadatta alla trascrizione chitarristica.
Alla  luce  di  questa  considerazione,  ho  rielaborato  i  Lieder  trascritti  da  Matiegka e  selezionato  altri  lavori  che  potessero  adattarsi  bene  alla  chitarra,  ricercando soluzioni che fossero efficaci dal punto di vista strumentale, ma che rimanessero il più possibile aderenti al testo originale, con l'intento di offrire ai chitarristi l'opportunità di addentrarsi in questi piccoli capolavori di musica e poesia.

NOTE SULLA TRASCRIZIONE
La  trascrizione  dal  pianoforte  alla  chitarra  comporta  necessariamente  degli adattamenti dello spartito originale alle più limitate possibilità di quest'ultima.
Ho  tenuto,  come  modello  di  riferimento,  il  repertorio  solistico  e  cameristico  del tardo Classicismo Viennese, discendente diretto e immediato, per luogo e tempo, dello stile mozartiano; ciò permette, a mio avviso, di suonare questi brani anche su strumenti d'epoca.
Dove non è stato possibile mantenere l'originale, ho utilizzato tonalità vicine e ncomode, che privilegiassero, anche durante le modulazioni, posizioni agevoli e corde libere, in stile con la tecnica e l'estetica chitarristica del primo Ottocento.
Ho rispettato i rivolti degli accordi e le direzioni degli arpeggi e, di questi, dove lo strumento lo permette, ho riportato esattamente le note originali; ho mantenuto, con i dovuti adattamenti, tutti i momenti in cui lo strumento emerge con armonizzazioni e frasi solistiche.
In  qualche  punto  (es.  "Abendempfindung",  batt.  12)  ho  adottato  una  scrittura polifonica "virtuale", in cui le voci non possono fisicamente durare quanto indicato, ma si evidenzia quale sia la linea della melodia e quale l'accompagnamento.
Ringrazio di cuore tutte le persone che ho in qualche modo coinvolto e scomodato per questo mio lavoro e che mi hanno fornito indispensabili suggerimenti di tipo storico, musicale, editoriale e linguistico: Claudio Maccari e Paolo Pugliese, Lorenzo Micheli, Filippo Michelangeli.
Un ringraziamento particolare a Chiara Origlio per il suo preziosissimo lavoro di traduzione.