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La sinfonia tra Ottocento e Novecento

Libro in formato B5 di 68 pagine

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EM1691

Viagrande, Riccardo

9788860531766

€10,00

per i Conservatori di Musica

Questo breve saggio si propone lo scopo di analizzare l'evoluzione storica di una delle forme più importanti ed affascinanti della cultura musicale occidentale, la Sinfonia, il cui nome esprime l'essenza stessa della musica strumentale. L'idea di dedicare un saggio, sia pure breve, alla sinfonia nasce dalla convinzione che essa abbia informato di sè tutta la cultura musicale occidentale, diventando, nell'Ottocento, insieme al melodramma, una delle forme più coltivate. Il termine "sinfonia" apparve, per la prima volta, nell'antica Grecia, mentre, con riferimento alla musica strumentale, si affermò soltanto sul finire del Seicento. In questo breve saggio, tuttavia, non si è ritenuto di partire da tempi cosìlontani, anche se non manca un capitolo introduttivo che traccia, in sintesi, la storia della sinfonia nella cultura musicale occidentale, dalla sua apparizione sino al Classicismo viennese di Haydn e di Mozart; tale trattazione serve, inoltre, da preludio per comprendere i futuri sviluppi di questa forma. La trattazione prosegue con l'analisi della produzione sinfonica di Beethoven che rappresenta un punto d' arrivo delle istanze formali poste dai suoi predecessori ed un modello da imitare per le future generazioni di compositori che si sarebbero cimentati in questa forma. L'importanza di Beethoven è, infatti, talmente rilevante da influenzare in pieno Novecento uníopera come la Sinfonia in do di Strawinsky. Dopo l'analisi delle nove sinfonie di Beethoven si procede alla delineazione degli sviluppi della sinfonia nel corso dell'Ottocento; furono proprio questi sviluppi che, se, da una parte, diedero vita ai grandi e monumentali edifici sonori di Bruckner e Mahler, dall'altra, portarono alla nascita, prima, della sinfonia a programma con Berlioz, e, poi, del poema sinfonico con Strauss. Nell'Ottocento la sinfonia conobbe il suo periodo di massima espansione e di maggiore fortuna presso il pubblico, ma nel Novecento, insieme con i grandi ideali che furono il fondamento di quei lavori, crollarono anche gli immensi edifici sonori che si erano sviluppati nel secolo precedente. Nel Novecento, infatti, si assistette alla progressiva crisi della concezione romantica ed ottocentesca della sinfonia che, per restare in vita, si servìdi piccoli complessi strumentali come nelle opere di Schonberg e di Webern, abbandonando la forma-sonata, che ne aveva costituito per tanti anni l'abito formale. In questo breve saggio, la scelta di eliminare autori come Dvořak o Čajkovskij, che hanno dato, con delle loro opere, contributi interessanti a questo genere, è stata dettata dalla volontà di limitare l'ambito della trattazione all'evoluzione formale della sinfonia nella cultura musicale occidentale.