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Per i piccolissimi + CD

Attività musicali per i più piccoli, da 1 a 3 anni

Spartito in formato A 4 di 60 pagine con CD INCLUSO

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EM1603CD

Gidaro, Enza

9788860530936

€16,00

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1 anno: stimoli sonori
suggerimenti metodologici
giochi sonori
ascolto di brani musicali
2...3 anni: attività sonore
giochi sonori
itinerari naturalistici
esplorazione sonore
oggetti sonori
1...3 anni: dalla parola al canto
filastrocche da raccontare
filastrocche da cantare
1...3 anni: l'ascolto
attività libere e guidate
l'ora della pappa
le cure del corpo
l'ora della nanna
il rilassamento

...dalla prefazione:
I bambini, nei primi anni della loro vita, apprendono sistemi di segni molto complicati, ma il loro apprendimento è molto veloce e comporta uno sforzo minimo rispetto a quello che dovrebbero sopportare crescendo.
Gli studi sull'acquisizione della competenza comunicativa sono molti e si basano
principalmente sull'apprendimento dell'uso delle regole del linguaggio verbale. Tale apprendimento si realizza nei primi anni di vita, nel corso dell'interazione tra il bambino e l'ambiente che lo circonda.
Gli studiosi di questo settore ritengono che lo sviluppo della competenza comunicativa (Francescato, 1973; Ricci Bitti, 1983) costituisca un esempio significativo di interdipendenza e interazione tra comunicazione verbale e non verbale. Tuttavia la competenza comunicativa deriva dalla capacità di simbolizzare e quindi di pensare.
Non si deve sottovalutare la diversa importanza che la società attribuisce alle varie forme culturali: il linguaggio verbale è, in modo assoluto, preminente su tutte le altre forme che possono solo essere veicolate, e quindi socializzate parzialmente, dal linguaggio verbale.
Tuttavia, mentre i bambini apprendono i colori nello stesso tempo in cui imparano a nominarli, l'esperienza musicale non segue questo processo in quanto il bambino può cantare ìgiusto verso i 3 o i 4 anni, ma è raro che a quell'età sappia distinguere una qualsiasi sintassi musicale, ad esempio una terza o una quinta (Francès, 1972).
Lo sviluppo degli individui avviene all'interno di un processo di socializzazione che appare fondato su di un rapporto in cui l'adulto svolge prevalentemente il ruolo di ìfonte di stimolazione e di interprete dei comportamenti.
È l'adulto che ìcostruisce la comunicazione trattando il bambino come se comunicasse intenzionalmente, anche nelle prime fasi del suo sviluppo quando lo stadio dell'intenzionalità non è stato ancora raggiunto. Si può quindi parlare di un sistema di comunicazione circolare adulto-bambino in cui avviene un processo di adattamento e influenzamento reciproco, caratterizzato da uno specifico aspetto evolutivo. È stata confermata l'importanza che assumono le procedure che si stabiliscono precocemente tra adulto e bambino, tendenti a condividere un focus comune di attenzione (Bruner, 1977). Il linguaggio viene considerato uno strumento regolatore del lavoro e dell'attenzione comune, cioè di quelle attività interattive in cui il bambino viene coinvolto fin dalla nascita. Essendo il linguaggio uníestensione convenzionalizzata e specializzata dell'azione comune, le sue strutture riflettono quelle dell'azione, ed è proprio conoscendo queste ultime che il bambino può entrare rapidamente in possesso del codice linguistico.
Se il procedimento comunicativo simbolico tra adulto e bambino includesse anche forme simboliche diverse dal linguaggio come ad esempio la musica, il bambino potrebbe essere avvantaggiato anche in questo campo.
l'ascoltatore attento si prepara fin dall'infanzia e anche le emozioni musicali partono dalla tenera età, come dimostra la passione che i bambini hanno per le canzoncine e per il ballo.
Di estrema importanza per la vita sociale è la relazione che si stabilisce durante
l'apprendimento infantile tra i fatti linguistici e quelli affettivi secondo le abitudini proprie della comunità in cui il bambino vive.
Cosìcome il linguaggio condiziona il bambino a molte norme sociali, lo stesso può essere detto per la musica. La quantità di sistemi simbolici a cui il bambino è socializzato apre al piccolo possibilità comunicative plurime e lo fa appartenere a un ambiente sociale e culturale non limitato. I bambini, posti in condizione di attingere a un livello esteso di stimoli culturali, sono favoriti rispetto agli altri. Come è stato dimostrato, l'inferiorità di condizioni sociali meno privilegiate può dare come risultato un vero e proprio ritardo e non solo linguistico, ma di tutto lo sviluppo del bambino.
Lo stupore appartiene all'infanzia, i bambini sono capaci di stupirsi e il mondo dei
suoni e della musica può offrire stupore e meraviglia per tutta la durata della nostra vita.
La meraviglia è la genesi della conoscenza e già Platone la indicò come causa della conoscenza e della cognizione. Il senso di meraviglia è spontaneo ed è una prerogativa dell'infanzia, stimola la mente ad organizzare, il flusso delle nuove informazioni, in nuove forme e modelli. La meraviglia è, prima di tutto una risposta alla novità dell'esperienza pur non essendo un evento totalmente inatteso (che susciterebbe ansia). Nell'infanzia l'esperienza non è mai formale o astratta; la natura per il bambino è una pura esperienza sensoriale, di conseguenza il mondo del bambino, le cose che lo circondano non si distinguono in natura o in prodotto umano. Il suo ambiente consiste nell'informazione che le sollecitazioni ambientali gli forniscono in risposta alla sua attività (Cobb, 1982).
l'infanzia umana può essere definita come una fase altamente creativa: una fase però limitata nel tempo anche se uguale per tutti i popoli e le razze, una combinazione di ciò che è esclusivamente culturale, e perciò umano e di ciò che è interamente naturale e quindi biologico.
Questo lavoro di Enza Gidaro conferma le tappe principali dell'infanzia: il gioco e la scoperta sono i due schemi principali di conoscenza. Con l'apprendimento dei suoni del linguaggio e della loro struttura viene aperta al bambino la porta principale della conoscenza, ma con gli altri tipi di apprendimento come i suoni degli strumenti e la modulazione della propria voce si apre al bambino un mondo non descritto analiticamente attraverso il linguaggio, ma colto nella sua globalità e sostanza attraverso la musica. La capacità di ìfare che la creatività musicale, ma anche ogni altra arte, comporta è molto utile allo sviluppo complessivo del bambino. Il piccolo deve, essere ìaccompagnato dall'adulto nel tragitto della conoscenza e il percorso è molto bene indicato nel volume dell'autrice. Il lavoro con i bambini è gratificante e, come sanno bene i genitori e gli educatori, è una vera gioia dare ai piccoli le chiavi per accedere a nuove conoscenze.

M. Tessarolo

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