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Il contrappunto e le sue forme

Il contrappunto e le sue forme

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EM1731

Viagrande, Riccardo

9788860532152

€10,00

Riccardo Viagrande

Libro in formato B5 di 76 pagine

Questo breve saggio si propone lo scopo di illustrare la nascita ed il fiorire del contrappunto, tecnica compositiva che ha rivestito uníimportanza fondamentale nella storia della musica colta occidentale, non solo perchè si è posta alla base di molte forme musicali, ma, soprattutto, perchè ha informato di sè la maggior parte della nostra tradizione musicale. Prima della nascita del contrappunto, infatti, in Occidente il fenomeno musicale era rappresentato soltanto dal canto gregoriano, un repertorio ben definito di canti destinati alla liturgia, che lasciava poco spazio alla fantasia dei compositori, il cui lavoro era limitato soltanto a variare melodie già esistenti con l'aggiunta di altre di nuova invenzione, come avveniva, per esempio, nelle forme del tropo e della sequenza. Con la nascita del contrappunto fu, invece, possibile arricchire il repertorio gregoriano senza alterarne la purezza melodica, che rimaneva intatta in una delle voci impegnate nella composizione del brano ed era semplicemente accompagnata da uníaltra di libera invenzione che procedeva con la prima secondo rapporti intervallari e di valore ben definiti.

Se, inizialmente, il contrappunto fu applicato soltanto al repertorio gregoriano, dando vita a nuove forme musicali, come l'organum, il conductus, il mottetto, in seguito perse questo legame con la musica sacra per informare di sè anche la produzione profana non soltanto vocale, come era avvenuto per le sue prime manifestazioni, ma anche strumentale diventando il principio formale fondante del canone e del ricercare ed intervenendo, molto spesso, in alcuni passi di composizio-ni più estese come le sonate o le sinfonie.

Il contrappunto, inoltre, oltre ad aver avuto un ruolo determinante nella formazione della nostra tradizione musicale, ha attraversato i vari sistemi di organizzazione sonora, come quelli modale, tonale ed atonale, senza modificarne i principi grazie ad una duttilità che gli ha permesso di adattarsi ad essi e si presenta come diretta conseguenza della sua origine avvenuta in un ambiente modale. Il contrappunto, quindi, non solo è riuscito a superare, in questo modo, la crisi del sistema tonale, ma è diventato il principio fondante delle composizioni seriali ponendosi come unico modo di organizzazione sonora, in sostituzione, così, delle gerarchie imposte dalla tonalità.

In questo saggio si è deciso, tuttavia, di limitare la ricerca soltanto a quelle forme, al tempo stesso vocali e strumentali, la cui struttura è informata soltanto dai principi contrappuntistici escludendone alcune, come il ricercare o il capriccio, che hanno avuto una destinazione soltanto strumentale, o altre come il madrigale, il cui carattere profano è, a nostro avviso, fondamentale quanto quello contrappuntistico.

Dopo due brevi introduzioni, delle quali la prima chiarisce, da un punto di vista esclusivamente etimologico, il termine contrappunto, mentre la seconda traccia una breve storia dei modi in cui esso si è incarnato nelle forme musicali, si passa alla trattazione delle principali forme contrappuntistiche, come l'organum, il conductus, il di-scanto inglese, il canone, la rota e il rondello. La scelta di introdurre in questa trattazione le forme del mottetto e della fuga, che completano questa carrellata, è stata dettata, inoltre, dal fatto che la struttura contrappunstica prevale sul carattere sia sacro che profano della prima e sulla destinazione, al tempo stesso, strumentale e vocale della seconda.

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